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lunedì 5 marzo 2012

A Bagnacavallo un incontro sulla nuova Pac

Martedì 6 marzo alle ore 17 a Bagnacavallo (sala convegni, Via Cà del Vento 21) Terremerse organizza  un incontro di approfondimento dal titolo: “Le imprese agricole davanti alla Pac post 2013”, con l’obiettivo di avviare un confronto tra i diversi soggetti protagonisti del nostro sistema agroalimentare.
Interverranno: Marco Casalini, Presidente di Terremerse, Angelo Frascarelli (nella foto) , Professore di Economia Agroalimentare alla Facoltà di Agraria dell’Università di Perugia, Tiberio Rabboni, Assessore alle Politiche Agricole della Regione Emilia-Romagna. Coordina l’incontro il giornalista Lorenzo Frassoldati.

I contenuti di questa riforma sono molteplici, estremamente complessi e meritano tutti un’approfondita conoscenza, analisi e valutazione dei possibili impatti sulla nostra agricoltura in termini organizzativi, economici e sociali.

venerdì 2 dicembre 2011

Doppio anniversario per Terremerse

Il 2011 rappresenta un anno importante per la storia di Terremerse. Quest’anno, infatti, ricorre il 20° anniversario della Cooperativa e per festeggiare questo traguardo è stata promossa un’importante ricerca che ripercorre un Secolo di storia della cooperazione del nostro territorio. Infatti, cento anni fa nasceva la “Cooperativa coloni, piccoli affittuari e mezzadri di Massalombarda, da considerare a tutti gli effetti la società capostipite di Terremerse che, attraverso una serie di progressive fusioni, è arrivata oggi a vantare un secolo di vita.

Per celebrare e festeggiare questo duplice importante anniversario, lunedì 5 dicembre verrà presentato il volume “Cent’anni di trasformazioni. Le radici di Terremerse nella storia della cooperazione agroalimentare ravennate, ferrarese e imolese (1911-2011)”, frutto di un’attenta e rigorosa ricerca storica, durata circa un anno, effettuata dal Prof. Tito Menzani, dell’Università di Bologna, Dipartimento di Scienze Economiche. Un libro che recupera una parte fondamentale della storia della cooperazione agroalimentare, che si intreccia in maniera indissolubile con la storia di un intero territorio e delle sue genti.

Nel corso della giornata, che avrà inizio alle ore 16, interverranno, tra gli altri: Giuliano Poletti, Presidente Legacoop Nazionale, Roberto Fiammenghi, direttore Food di Coop Italia, Giovanni Luppi, Presidente Legacoop Agroalimentare Nazionale, Jean-Marc Dubois, Presidente Axcereal. Porteranno i loro saluti anche i Sindaci di Ravenna, Fabrizio Matteucci, e di Bagnacavallo, Laura Rossi. A fare gli onori di casa saranno ovviamente il Presidente di Terremerse, Marco Casalini, e l’Amministratore Delegato, Gilberto Minguzzi.

Nel contesto delle difficoltà generali del momento, il modello cooperativo ha saputo dimostrare tutta la propria validità e una grande capacità di fornire risposte concrete ai propri soci e a tutto il territorio nel quale si trova ad operare quotidianamente – commenta Casalini - In cento anni di storia lo strumento cooperativo ha saputo migliorarsi, plasmarsi, trasformarsi per rispondere alle esigenze contingenti. E questo grazie ai tanti soci che, ogni qual volta se ne è riscontrata la necessità, sono intervenuti anche economicamente a rafforzare il valore della cooperativa. Oggi come allora, quello cooperativo rappresenta un modello che, se ben governato, ha tutte le potenzialità per affrontare il futuro. Un futuro che vedrà sempre di più protagonista il socio che, attraverso la propria partecipazione sociale ed economica, ricoprirà un ruolo fondamentale e strategico nella  cooperazione del nuovo millennio».

«In un periodo economico e sociale difficile come quello in cui ci troviamo – prosegue l’Ad Minguzzi - si sta allargando la forbice tra le occasioni concrete di sviluppo che la nostra Cooperativa ha davanti a sé e le sfavorevoli condizioni generali di mercato e della finanza. Da un lato ci sono i ritmi sostenuti di crescita che Terremerse sta realizzando, che comportano nuovi rischi commerciali e finanziari, dall’altro la crisi dell’Eurozona, che minaccia di far collassare i canali tradizionali del credito bancario. A questi problemi risponderemo adottando un atteggiamento molto selettivo verso le opportunità di crescita, che debbono portare non solo risultati di gestione economica favorevoli, ma anche finanza, liquidità, per alimentare il ciclo dell’attività. Ma vogliamo anche tenere viva la lezione della crescita cooperativa negli anni ’60: lo sviluppo delle alleanze sociali, l’organizzazione di risposte cooperative giuste a bisogni di popolo, libera risorse!».

Conclude Minguzzi: «Con 43mila imprese rappresentate, un milione centomila persone occupate, un fatturato di 127 miliardi di euro e oltre 12 milioni di soci, il Movimento Cooperativo Italiano, guidato oggi dall’Alleanza delle Cooperative, ha un enorme potenziale di creazione di opportunità di sviluppo e di affermazione di valori che diano qualità nuova e nuove motivazioni etiche alla ripresa dello sviluppo. Credo che ancora una volta la Cooperazione si presenti come il veicolo più adatto per dare anima a una nuova stagione di crescita economica, sociale e civile. Siamo più che mai convinti che per far fronte ai pericoli e alle minacce della crisi finanziaria che investe il nostro Paese con particolare violenza, non basti la riproposizione di modelli di crescita quantitativa che appartengono al passato, ma che occorrano nuove motivazioni etiche e nuove scelte di qualità. In un mercato che tende a banalizzare il valore delle materie prime, per premiare invece i servizi al consumo e alla distribuzione stessa, la capacità di una cooperativa come Terremerse di imprimere innovazione di processo e di prodotto alla produzione degli alimenti, orientandosi alla sicurezza e alla qualità, è il principale fattore di creazione di valore».

giovedì 30 giugno 2011

Marco Casalini e Gilberto Minguzzi confermati ai vertici di Terremerse


Le assemblee di bilancio sono appuntamenti sempre molto importanti nella vita aziendale. Quella affrontata da Terremerse nella serata del 29 giugno a Bagnacavallo, quartier generale della Cooperativa, ha confermato le positive attese della vigilia. Due i punti di maggior interesse che sono stati affrontati. Il primo è stato l’approvazione all’unanimità del bilancio 2010, che ha fatto registrare un risultato aziendale con un utile di 823 mila euro proveniente dalla gestione caratteristica. Il secondo punto di rilievo è stato l’elezione delle nuove cariche sociali che per i prossimi tre anni avranno il compito di guidare Terremerse, seguendo le linee generali contenute nel Piano Triennale 2011-2013. La proiezione dei dati nel triennio conferma l’aspettativa di un consolidamento nell’ottenimento di margini positivi dalla gestione: è questo il fondamento su cui poggia Terremerse nell’intraprendere una rotta decisamente orientata alla crescita e all’incremento dei margini, per poter essere sempre di più sponda per le imprese agricole che vogliono riservarsi un futuro in agricoltura.

Il nuovo Consiglio d’Amministrazione di Terremerse è formato da: Marco Casalini, Presidente, Alessandro Tedaldi, Vice Presidente, Daniele Placci, Vice Presidente Vicario, Gianluca Amadori, Sante Baldini, Marino Bosi, Roberto Brui, Franco Dalle Vacche, Gianvincenzo Gambi, Andrea Graziani, Omero Lippi, Silvano Loreti, Gilberto Minguzzi, Luigi Monterastelli, Daniele Placci, Daniele Plazzi, Andrea Ridolfi, Marcello Sanzani, Marino Tarozzi, Roberto Tonnini.
Il Collegio Sindacale è invece formato da: Mauro Saloni, Fernando Albano, Vittorio Silimbani, Laura Macrì, Giulia Casadio.

Confermata piena fiducia all’Amministratore Delegato, Gilberto Minguzzi, in carica da gennaio 2010 che, in merito alle prospettive economiche e di sviluppo dei prossimi anni per Terremerse spiega: «Nel nostro territorio cambia la struttura delle aziende agricole ed emergono nuovi orientamenti colturali che prospettano una riduzione dei volumi di conferimento, nei cereali come nell’ortofrutta. Prendono piede le agroenergie, nonostante le incognite che gravano sulla sostenibilità futura di questi impianti. Non possiamo certo limitarci a prendere atto di ciò che muta. Dobbiamo predisporre strategie adeguate per far sì che i volumi di attività della cooperativa si incrementino, perché questo è determinante ai fini del consolidamento e del rilancio della nostra competitività».
«L’imperativo in campo cerealicolo è consolidare i risultati ottenuti nel nostro territorio e acquisirne di nuovi, in altre regioni italiane e all’estero – prosegue Minguzzi – In questa chiave Terremerse aderisce all’OP Cereali Emilia Romagna e tramite questa a FITS - Filiera Italiana Trading Seminativi; ha costituito il Consorzio Italiana Stoccaggi e a breve aprirà una Srl con partner CGS per il trading di cereali e la distribuzione di agroforniture sul territorio nazionale; ha scelto l’affiliazione ai servizi di Granit/Axcereal, il colosso cooperativo francese player cerealicolo mondiale e leader nel mercato dei contratti a termine (futures). Stiamo anche vagliando importanti progetti di sviluppo in Serbia e in Romania.
Nel comparto della lavorazione delle carni ci proponiamo di consolidare il successo riscontrato nel 2010, sviluppando i necessari investimenti in sicurezza del lavoro e alimentare».
Conclude l’AD di Terremerse: «Nel caso dell’ortofrutta l’obiettivo non è principalmente l’incremento dei volumi, ma soprattutto la sostituzione di varietà obsolete con altre in grado di riscuotere l’apprezzamento del mercato. Per questo investiamo sul rinnovamento della gamma, mettendo a disposizione dei nostri soci aiuti a fondo perduto per il 50% dei costi d’investimento e la copertura dei costi finanziari, con tre anni di preammortamento per la parte a carico dei produttori.
Per noi la qualificazione di gamma e dei servizi alla distribuzione è strumentale allo sforzo inteso a migliorare il nostro livello d’integrazione al mercato. Da questo punto di vista, la nostra bussola rimane orientata verso la costruzione di partnership con quei soggetti della GD - anche al di fuori dell’area della Grande Distribuzione Cooperativa, nei confronti della quale nutriamo ragionevoli aspettative di sinergie commerciali - che in Europa si dimostrano più sensibili alla sicurezza alimentare, alla qualità e all’origine territoriale».