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mercoledì 14 febbraio 2018

Uscito lo Speciale Drupacee industriali di Terremerse


In questo 2018 le pubblicazioni monografiche realizzate da Terremerse si arricchiscono di un nuovo speciale, dedicato integralmente alle drupacee industriali. 36 pagine ricche di contenuti, grazie anche alla collaborazione di Fruttagel e Conserve Italia che hanno fornito un’ampia panoramica del settore.

Gli argomenti trattati nella pubblicazione spaziano dalle buone pratiche alla concimazione, dal diserbo alla difesa.

Lo speciale è inoltre consultabile anche online da questo sito (previa registrazione) con la modalità “sfogliabile”, oppure da iPad (previa abilitazione da parte della Redazione).

lunedì 15 aprile 2013

Incontro sulle drupacee a Scanzano Jonico


Basf e Terremerse organizzano a Scanzano Jonico una riunione tecnica sulle drapacee. L’appuntamento è fissato per martedì 16 Aprile alle ore 18,30 al centro di ritiro ortofrutticolo di Terremerse (Strada Statale, 103).
Nel corso dell’incontro si parlerà di:
la monilia delle drupacee, descrizione della malattia e difesa fitoiatrica con l’utilizzo del “Bellis Drupacee”, fungicida di nuova generazione Basf.
Applicazione del metodo della confusione sessuale nella lotta ai principali parassiti di pesche e nettarine (cydia molesta e anarsia lineatella). Relatore: Dr. Giuseppe Rosa – Market Developer, BASF Italia S.p.A. - Divisione Agro -.
Le esperienze di Terremerse nell’utilizzo del Bellis Drupacee e del metodo della confusione sessuale. Relatore: Mattia Onofri – Resp. Tecnico Ortofrutta Terremerse Soc. Coop..

giovedì 17 gennaio 2013

Tecniche evolutive in fruttiviticoltura


Venerdì 18 gennaio alle ore 20.30 a Faenza (sala riunioni dello stabilimento ortofrutticolo, via San Silvestro 38) Terremerse organizza un incontro di aggiornamento dal titolo “Tecniche evolutive in fruttiviticoltura per il miglioramento delle produzioni e la riduzione  dei costi di gestione”.

L’analisi del panorama delle nuove tecniche agronomiche rende necessaria la valutazione dei miglioramenti che si possono introdurre nei processi produttivi e delle variazioni dei costi a esse collegate. La Cooperativa Terremerse in questo senso ha effettuato un’approfondita analisi dei riflessi agronomici ed economici derivanti dall’ adozione sia di un nuovo servizio di supporto alla gestione dell’irrigazione, sia del diradamento meccanico fiorale nelle drupacee.

Intervengono alla serata: Alberto Montagna (Agricultural Support) e Valerio Bucci (Terremerse) che relazioneranno su metodi e tecniche per una migliore gestione dell’irrigazione; Mattia Onofri  (Terremerse) e Stefano Foschi (CRPV) che parleranno di diradamento meccanico fiorale nelle drupacee.

lunedì 7 maggio 2012

Terremerse su Agrisole del Sole24Ore


Sul numero 17 di Agrisole (27 aprile – 3 maggio 2012), il prestigioso settimanale del Sole24Ore dedicato al sistema agroindustriale nazionale, è stato pubblicato un ampio articolo sull’incontro tecnico che qualche tempo fa la Cooperativa Terremerse ha organizzato per parlare di nuove varietà di drupacee.
L’interessante articolo, a firma del giornalista Massimo Agostini, curatore della pagina dedicata alla filiera ortofrutta, è consultabile ciccando direttamente qui.

mercoledì 21 marzo 2012

Nuove varietà di albicocche, pesche, nettarine e susine

Folta cornice di imprenditori agricoli e vivaisti per l’iniziativa organizzata da Terremerse nello stabilimento di Faenza alla fine di gennaio: un centinaio di persone ha ascoltato con attenzione la relazione tenuta da Stefano Foschi, tecnico frutticolo del Crpv (nella foto).
Dopo l’introduzione di Marco Casalini, presidente di Terremerse, il dr. Foschi ha iniziato il suo intervento con una puntualizzazione sulla caratterizzazione gustativa delle varietà di pesche e nettarine.
Attualmente la grande maggioranza delle nuove varietà introdotte presenta un gusto dolce o sub-acido, tipo Big Top, molto diverso dal gusto acidulo tradizionale delle pesche e nettarine, tipo Stark Red Gold. Indagini sui gusti dei consumatori hanno evidenziato che l’87% predilige le pesche dolci o sub-acide, ma non ha la possibilità di individuarle sul banco del fruttivendolo o della grande distribuzione. Il rischio concreto è quindi quello di deludere le attese del consumatore che, ad esempio, dopo avere acquistato e consumato Big Top, acquista e consuma Nectaross, senz’altro buona ma con un equilibrio tra zuccheri e acidità completamente diverso. Foschi suggeriva una suddivisione gustativa anche sul banco, definendo la tipologia Big Top “dolce e croccante” e la tipologia Stark Red Gold “succosa e dissetante”: con questa descrizione il consumatore di frutta sarebbe indirizzato ed eviterebbe delusioni.
Un’altra nota ha riguardato le piante di drupacee distribuite dai vivaisti nel 2011: 815.394 piante, di cui il 33% albicocche, 45% nettarine gialle e 12,5% pesche gialle.
Da rimarcare la crescita delle albicocche, che stanno invadendo i terreni e le epoche di raccolta che in Romagna erano dominio esclusivo delle nettarine. Infatti, la varietà maggiormente piantata nel 2011 è la tardiva Farbaly (+35 rispetto a Kioto) con 40 mila piante, seguita da Faralia (+16) con 32 mila.
Successivamente ha iniziato l’esposizione sulla scaletta varietale, evidenziando che la tendenza della ricerca per le albicocche è verso la colorazione aranciata-rossa dei frutti e sulla buona pezzatura. Un requisito di selezione fondamentale, secondo Foschi, è rappresentato dalla resistenza a Sharka, virosi sempre più diffusa e assolutamente nefasta per le drupacee. La più precoce è Wonder Cot, che matura 3 giorni prima di Aurora, mentre la più tardiva è Augusta 3, che matura 55 giorni dopo Kioto.
Fra le selezioni, Foschi ha evidenziato l’ottimo gusto di Pieve, che matura contemporaneamente a Portici e l’eccezionale resistenza sulla pianta di Petra, che matura 12 giorni dopo Kioto e che si caratterizza anch’essa per un gusto molto dolce.
Le pesche gialle più impiantate nel 2011 sono quelle del gruppo Royal, con leader Royal Summer con 25 mila astoni. L’elenco varietale è iniziato con Bordò, frutto della nostra ricerca, che matura 26 giorni prima di Rich Lady ed è terminato con Corindon (+50 rispetto a Rich May).
Le novità in corso di valutazione sono Sagittaria, che matura in epoca Rich May, e Lami Dolza2 (+14) subacida dolce come la Lami Dolza3 (+19).
Per quanto riguarda le nettarine gialle, la parte del leone negli impianti 2011 è sempre rappresentata da Big Top, con ben 105 mila astoni, seguita a distanza da Romagna Big con 60 mila piante. Il repertorio varietale è iniziato con Big Bang (-16 rispetto a Big Top) ed è terminato con Romagna Giant (+35), senza soffermarsi più di tanto su quelle ancora più tardive.
Il dr. Foschi ha evidenziato che il nostro lavoro di ricerca ha selezionato le varietà Rebus 028 (-16), Rebus 038 (+5) e Rebus 195 (+19).
Per quanto riguarda le nettarine bianche, Foschi ha sottolineato l’ottimo lavoro fatto da Ossani con le selezioni Romagna, in particolare Romagna Red e Romagna Bright.
Sul susino non c’è stato molto da dire, tranne evidenziare l’ampliamento sconsiderato delle superfici di Angeleno e segnalare, fra le recenti selezioni cino-giapponesi, Bra Rossa (-14 da Shiro), Dofi Sandra (-4 da Shiro), Afrodite (+22) e Bra Gialla (+50).

venerdì 29 luglio 2011

Monitoraggio e consiglio con “Agronomia Attiva”

E’ in corso il programma di visite, monitoraggio e consiglio nei confronti di numerosi soci Terremerse produttori di pesche e nettarine. Obiettivo: valutare i fattori agronomici che possono essere oggetto di azioni migliorative, nella convinzione che questo lavoro può consentire un effettivo innalzamento delle rese e delle pezzature delle produzioni di pesche e nettarine.

«Nel corso di queste visite vengono individuati gli squadri su cui si vuole approfondire l’analisi e di questi si considerano: varietà, portainnesto, vivaio di provenienza delle piante e modalità di gestione del suolo – spiega Valerio Bucci, Coordinatore tecnico Ortofrutta -Se è presente un impianto di microirrigazione si rilevano anche i dati dell'impianto, come il numero di irrigatori e la loro portata; si considera inoltre la tipologia delle acque utilizzate, proponendo la possibilità di effettuare una misurazione di pH e conducibilità. Altri dati richiesti sono la concimazione effettuata e programmata, nonché le rese attese. Si valuta, inoltre, la potatura invernale effettuata e l’allegagione della varietà nell’annata».

Rilevate tutte queste informazioni è necessaria un’elaborazione dei dati che fornisca la possibilità di stilare un foglio sintetico d’indicazioni che viene consegnato in una successiva visita. In tale prospetto sono indicati nel frontespizio i dati della analisi del terreno più recente, come riferimento delle caratteristiche del suolo in cui si opera.
Successivamente, viene indicata una griglia personalizzata con i consigli di durata di accensione dell’irrigazione (in ore nei vari periodi, scanditi in 15 giorni per 15 giorni) valutati sulle caratteristiche dell’impianto irriguo rilevate in precedenza. «Ovviamente questo calcolo è basato sulle esigenze idriche del pesco nei nostri territori, ma deve essere verificato sulla propria azienda in conseguenza delle più o meno consistenti irregolarità distributive degli impianti e delle difformità nella tessitura del suolo nell’ambito degli stessi impianti frutticoli», precisa Bucci.
Un altro aspetto che viene ribadito è di non abbandonare completamente l’irrigazione in post raccolta, ma di dimezzarne la durata.
Nell’ultima parte del prospetto si prende in considerazione la concimazione effettuata e prevista da parte dell’azienda, con a fianco le unità di Azoto, Fosforo e Potassio che con questo piano vengono distribuite, mettendole a confronto sia con le unità asportate in conseguenza delle rese produttive attese, sia con le unità standard consigliate dal Disciplinare di Produzione Integrata della Regione Emilia-Romagna per il pesco.
Alla luce di questi confronti viene data una valutazione di congruità o di carenza della concimazione con i consigli relativi per ovviare agli squilibri del piano di concimazione previsto dall’azienda agricola.

martedì 31 maggio 2011

"Agronomia Attiva" per valutare il sistema aziendale

Da diversi anni Terremerse, con il Servizio Nutrizione Guidata, predispone piani di fertilizzazione per le principali colture dei propri soci, con particolare attenzione per la fertirrigazione e la concimazione fogliare, tecniche di nutrizione delle piante maggiormente idonee a valorizzare gli elementi nutritivi distribuiti.
Dall’evoluzione di questo servizio è nato l’anno scorso “Agronomia Attiva”, con lo scopo di valutare a 360 gradi il sistema produttivo aziendale per delineare uno studio analitico della situazione delle aziende o dei corpi produttivi presi in esame e stilare un consiglio operativo, che potrà essere agronomico, nutrizionale o, molto frequentemente, una integrazione dei due.
«Per questo servizio entrano in gioco svariate valutazioni, tra cui gli aspetti microclimatici, le caratteristiche del suolo esplorato dalle radici, tipiche dell’acqua irrigua, considerazioni sulle varietà di colture arboree e sui più idonei portinnesti, non disgiunte dagli aspetti dell’organizzazione aziendale del lavoro e delle intenzioni imprenditoriali (investimento, mantenimento, isinvestimento) che possono essere determinanti per una scelta – spiega Valerio Bucci, Coordinatore tecnico Ortofrutta di Terremerse - Gli imprenditori agricoli interessati al servizio “Agronomia Attiva” per consigli di fertilizzazione o per analisi più approfondite della propria azienda, sono invitati a prendere contatto con i loro referenti tecnici di zona, per poi valutare assieme il percorso da intraprendere al fine di rispondere alle esigenze dell'azienda agricola».
La Cooperativa Terremerse ha deciso di avvalersi di questo servizio per effettuare un'approfondita analisi degli impianti arborei dei propri soci che, per il 2011, riguarderà le drupacee.
Sarà svolto un accurato lavoro di monitoraggio sugli impianti Terremerse in particolare di pesche e nettarine, ma anche di susino e albicocco, per accertare quali sono i fattori agronomici che limitano la potenzialità degli impianti in termini produttivi e/o qualitativi.
La necessità di questo impegnativo lavoro di analisi è scaturita dalla constatazione che, nonostante le remunerazioni di Terremerse della frutta siano costantemente sui migliori valori di mercato, molte aziende socie ricavano comunque dalla loro attività una PLV non adeguata agli investimenti compiuti e all’impiego di lavoro.
Da una prima disamina del problema è emerso che questo avviene in conseguenza di due ordini di fattori: in alcuni casi si registrano rese per ettaro troppo basse per cui, anche di fronte a prezzi unitari della frutta di tutto rilievo, si consegue una PLV non ottimale; in altri casi si è riscontrato che le partite conferite da alcune aziende presentano le percentuali maggiori delle pezzature riservate ai calibri minimi, molto meno remunerati dal mercato di sbocco e che vengono giocoforza liquidati con prezzi più bassi.
Per ovviare a queste tipologie di problemi con questo studio si andrà a: verificare la possibilità di ottimizzare le rese di quegli impianti che, per il loro interesse commerciale e per la loro idonea progettazione, vengono ritenuti meritevoli di un potenziamento; individuare e correggere i fattori agronomici che limitano le pezzature delle produzioni conferite da alcuni soci.
Se, infatti, ottimizziamo i fattori produttivi (irrigazione, concimazione) e operiamo correttamente in termini di potatura al bruno, potatura verde e diradamento, potremo mantenere sulle piante il corretto numero dei frutti e predisporre i fattori produttivi adeguati alla carica produttiva, in modo da ottenere frutti che per peso e qualità rispecchieranno le esigenze commerciali di Terremerse e potranno quindi spuntare i migliori livelli di prezzo. L’attività prevista sarà illustrata ai soci nelle prossime assemblee e saranno poi concordati incontri aziendali riservati alle aziende coinvolte nel progetto.